Cliff Odets | tra politica e avventura

cliff odets

Cliff Odets, drammaturgo e scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico statunitense, è nato a Filadelfia il 18 luglio 1906 e morto a Los Angeles il 14 agosto 1963. Figlio di genitori ebrei di modeste condizioni economiche: la madre emigrata dalla Romania e il padre dalla Russia.
Odets è una figura centrale e di massimo spicco del cosiddetto teatro politico americano degli anni Trenta. Fu autore di testi memorabili. Scrisse per il cinema metaforiche storie di ascese e cadute, ambientate nel mondo dello spettacolo. Ma scrisse anche sceneggiature di commedie e film d’avventura.

A New York

Odets lasciò la scuola, nel 1923, per seguire a New York, la propria vocazione d’attore.
Scritturato per piccole parti in teatri minori o alla radio, ben presto iniziò la stesura delle sue prime opere.
Il 1935 si rivelò l’anno cruciale nella sua carriera.
Il 10 febbraio Waiting for Lefty debuttò al Civic Repertory Theater, insieme a una serie di sketch e improvvisazioni del genere allora chiamato agit-prop.
L’opera era ispirata alle tensioni e alle difficoltà di organizzare a Filadelfia uno sciopero generale promosso dal sindacato tassisti.
Questo testo fu seguito da un’altra opera di Odets: Awake and sing.
Entrambe le produzioni furono allestite dalla più famosa e apprezzata compagnia del momento, The Group Theatre.
Questi lavori contenevano già una serie di allusioni e di riferimenti sarcastici al mondo del cinema, quasi a suggerire la compresenza al loro interno di un ‘altro’ testo racchiuso tra ironiche virgolette.

Hollywood

La tentazione di approdare a Hollywood era forte e così si trasferì, tradendo in un certo senso The Group Theatre.
Lavorò come sceneggiatore per film non sempre eccelsi né socialmente impegnati.
Si sposò con una famosa diva del cinema internazionale, Luise Rainer.
La sua prima sceneggiatura scritta per la Paramount, The general died at dawn (1936; Il generale morì all’alba), è un film d’avventura diretto da Lewis Milestone. Nella stessa pellicola Odets appare brevemente anche come attore.
Nella sceneggiatura aveva cercato di inserire battute su ‘contadini oppressi’ e sull”imminente risveglio di milioni di cinesi’, mentre il protagonista O’Hara (Gary Cooper) dichiarava apertamente la propria fede nella democrazia.
Tuttavia, gran parte delle battute originarie, furono eliminate dalla copia definitiva.
Nel 1937 scrive il dramma Golden boy, storia di un ragazzo ebreo che diventa un campione di boxe e finisce schiacciato dal ‘sistema’.
La versione cinematografica esce nel 1939 con il titolo Passione e la regia di Rouben Mamoulian.
The big knife (1949), è un altro dramma teatrale che nel 1955 esce sul grande schermo in una versione cupa, diretta da Robert Aldrich.
É la parabola di un divo del cinema ricattato da malvagi funzionari, costretto a lavorare in prodotti mediocri da lui disprezzati e infine suicida.

Altre opere

I vari progetti a cui lavorò ‒ fra i quali Castles in Spain, ispirato a un romanzo antifranchista di I. Ehrenburg ‒ gli furono per lo più tolti di mano e affidati ad altri.
Nella sceneggiatura di Humoresque (1946; Perdutamente) di Jean Negulesco si avvertono echi di Golden boy e diversi riferimenti a quel mondo degli emigrati ebrei e della cultura yiddish che in genere avevano ispirato Odets.
Nonostante un rapido viaggio in Europa per la prima londinese di Golden boy e alcuni ritorni a New York.
Odets era ormai californiano e hollywoodiano, anche se si era separato dalla Rainer nel 1939, per poi sposarsi nel 1943 con Bette Grayson.

Le accuse di comunismo

Le persecuzioni anticomuniste lo avevano preso di mira fin dal 1947.
Pressato da difficoltà economiche e tradito da Elia Kazan e Ginger Rogers, si rassegnò infine nel 1952 a confessare e collaborare con gli inquirenti.
Evitò, però, di denunciare altri colleghi.
In compenso alcune delle sue commedie di questi anni meno fervidi gli valsero notevoli affermazioni.
È il caso di The country girl (1950), commovente storia della moglie di un attore finito e alcolista, interpretata da Grace Kelly (1954), per la regia di George Seaton.
Noè, The flowering peach del 1954, chiude simbolicamente il discorso ebraico e familiare aperto ai tempi giovanili e ribelli di Awake and sing.

Resta destinata a non avere una risposta certa la notizia per cui Odets sarebbe stato l’autore del primo abbozzo di It’s a wonderful life (1946) di Frank Capra.
Ma, esaminando questi e altri suoi testi per il cinema, forse la sola occasione in cui è possibile ritrovare la vena e l’asprezza del giovane Odets è offerta da un film del 1957.
La sceneggiatura e i dialoghi al vetriolo di un sottovalutato film di ambiente giornalistico-newyorkese, Sweet smell of success (Piombo rovente), diretto dal regista scozzese Alexander Mackendrick.

Per approfondire:

Awake and sing

La rinascita dello Yiddish

Morris Carnovsky | The black list

[Recitazione Cine-TV – Relazione di Suammy Bellini]